I molluschi e gli invertebrati marini

Oltre ai più noti rettili e pesci, i giacimenti fossiliferi del Monte San Giorgio hanno fornito anche numerose specie di invertebrati marini, grazie ai quali è stato possibile meglio comprendere le condizioni ambientali dell’epoca, e datare con precisione diversi livelli a vertebrati. Gli invertebrati, infatti, soprattutto nella Formazione di Besano, sono più frequenti dei vertebrati e sono conservati in molti più livelli fossiliferi di quelli in cui si trovano i vertebrati. In particolare lo studio strato-per-strato della successione cronologica delle faune a bivalvi e ammonoidi della Formazione di Besano, realizzato negli anni ’60, consentì di mettere a punto un sistema di datazione relativa che è stato per alcuni decenni un riferimento internazionale per il passaggio Anisico-Ladinico.

Molti molluschi (bivalvi, gasteropodi e cefalopodi) sono conservati per lo più soltanto le impronte, in quanto i loro gusci calcarei si sono dissolti durante i processi di fossilizzazione. Per ricostruirne la forma e poterla studiare, gli scienziati devono riempire con silicone le cavità lasciate nella roccia dalla dissoluzione della loro conchiglia.

 

Tra i bivalvi figurano per esempio Peribositra, dalla piccola conchiglia tondeggiante, e soprattutto diverse specie di Daonella, un genere più grande molto diffuso nei mari del Triassico Medio. I gasteropodi, pure presenti, non sono invece stati studiati in modo approfondito.
Tra i cefalopodi figurano varie specie e generi di ammonoidi, un gruppo di organismi estinto imparentato con l’attuale Nautilus. I generi più importanti sono Parakellnerites, Stoppaniceras, Ticinites, Serpianites, Repossia, Nevadites, Chieseiceras e Eoprotrachyceras, tutti importanti fossili-guida per la datazione relativa delle rocce nelle quali sono contenute.

Fossile dell’ammonoide Ticinites della Formazione di Besano, © PIMUZ

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Ricostruzione in vita dell’ammonoide Ticinites, modello B. Scheffold, © PIMUZ

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I crostacei sono rari nella Formazione di Besano (Antrimpos, Atropicaris) e nel Calcare di Meride, salvo il livello di Sceltrich (Meridecaris) e la Kalkschieferzone, dove sono più frequenti e dove anzi possono comparire in massa, come nel caso del piccolo “gamberetto” Schimperella. Tra le altre specie sono da citare le esterie o branchiopodi (Laxitextella), microscopici crostacei bivalvi di circa 0.5 cm di lunghezza

Schimperella, un "gamberetto" della Kalkschieferzone,lunghezza 2cm,  © PIMUZ

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